Sicurezza in montagna: la Nebbia

Sicurezza in montagna: la Nebbia

Novembre 6, 2019 5 Di Rocky C.

Cosa fare e cosa non fare in caso di nebbia in montagna.

Partiamo da una domanda: che cos’è la nebbia?

Il fenomeno della nebbia si genera dalla condensa in piccole gocce d’acqua del vapore acqueo presente nell’aria. … In pratica in assenza di vento, l’aria umida diventa più fredda avvicinandosi al terreno o all’acqua e raggiunge il famoso “punto di rugiada”. Cosi si genera la nebbia.

Come diceva Totò nel famoso film Malafemmina ” la nebbia è quella cosa che c’è non si vede”.

Prevedere la nebbia non è affatto semplice, anzi tutt’altro. Non basta affidarsi alle sole previsione meteo, ma bisogna conoscere anche il microclima della zona interessata e comprendere le carte meteo.

Per gli alpinisti, o per chi sta effettuando un semplice trekking, la nebbia è un incubo. Tutti i punti di riferimento ambientali di colpo vengono meno, le distanze si annullano, i rumori si affievoliscono. Ci si ritrova avvolti da una candida nuvola, da miliardi di goccioline di acqua che ci accarezzano. Pero tutta questa dolcezza potrebbe lasciare posto a panico e sconforto.

Prima o poi tutti coloro che vanno in montagna dovranno fare i conti con la nebbia. Camminare in mezzo ad un banco di nebbia risulta pericoloso perché si rischia di vagare senza meta, mette e dura prova l’orientamento anche dei più esperti.

Cosa fare?

La prima cosa fare, che può sembrare stupida ma non lo è affatto, è quella di rimanere calmi e non agitarsi.

Ogni buon escursionista porta o dovrebbe portare con se una cartina dettagliata della zona, un fischietto, una bussola e in aggiunta un buon gps che non guasta sicuramente.

Se la consistenza della nebbia non è eccessiva e la visibilità è discreta, si può tentare di proseguire seguendo il sentiero facendo molta attenzione ai riferimenti studiati sulla cartina.

Mentre se la visibilità è scarsa o addirittura nulla, si potrebbe ipotizzare di fermarsi e attendere che la nebbia diradi. Se con il passare delle ore questo non avviene, conviene avvertire il soccorso alpino della propria impossibilità a proseguire e attendere i soccorsi. Per questo motivo non conviene allontanarsi troppo dal sentiero che si sta percorrendo. I più esperti possono anche valutare un possibile pernotto.

Se proprio non si vuole attendere e si hanno buone capacita di lettura della carta, sull’utilizzo di bussola e gps, si potrebbe optare di ripercorrere la traccia dell’andata salvata sul gps a ritroso, facendo la massima attenzione. Il rischio di ritrovarsi sul bordo di un precipizio, alla base di una parete, in mezzo a salti di roccia è molto elevato, di sprecare energie inutilmente. I gps moderni hanno un altissima risoluzione, con scostamenti di pochi metri (in buone condizioni meteo).

Si raccomanda massima attenzione nel preparare l’escursione, nel valutare le condizioni meteo e studiare attentamente i sentieri che si intende percorrere.